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31/05/13

Arrivati a Montefalco con in testa l'idea del Sagrantino, mai avrei pensato di ritrovarmi a mangiare così bene. Voglio dire: ti capita di mangiare bene, ma era tanto (almeno da gennaio) che non mangiavo così bene dall'inizio alla fine! Dall'antipasto al dolce, passando per il vino e il conto. Mai avrei pensato.
Eppure così è stato all'Alchimista di Montefalco, paesino più rinomato per il suo Sagrantino che per i suoi ristoranti.

Atmosfera da enoteca: tanto legno e prodotti del luogo, turisti e muri di Sagrantino. Ce n'è per tutte le tasche, noi scegliamo (consigliati) un Cantina Rafin 2008, 24€: un buon consiglio per un buon prezzo.

Partiamo con gli ordini: antipasti, primi e secondi.
Scegliamo un mix di bruschette, una barbazza al Sagrantino, un Fiore Molle allo zafferano pancetta croccante e spinaci, dei Ravioli alla porchetta e un filetto al Sagrantino.

Le bruschette, piccole ma ricolme di condimento, erano particolari, ben presentate e piacevoli: un ottimo inizio per la nostra cena.
Arrivano poi la Barbazza di maiale (che altro non sarebbe che guanciale), buona ed economica (3,5€!) e il Fiore Molle: un formaggio sciolto, insaporito allo zafferano, che nasconde una sopresa di spinaci e pancetta croccante, servito con una fetta di pane bruscato.
Scorre il vino e si passa alla seconda parte.



I Ravioli di Porchetta hanno un ripieno divino! Saporiti ed equilibrati con le fave e il finocchio selvatico di condimento, mi hanno conquistato dal primo morso.
Ottimo anche il filetto al Sagrantino: forse uno dei piatti meno belli e fantasiosi ma comunque una buona scelta.
Fame placata? Ci pensa il vino a riaccenderla!
Menu dei dolci: scegliamo un Tiramisù e una Mille strati.



Tiramisù buono, così come la mille strati. Ordiniamo due caffè ed il conto: 79€, comprensivo anche di coperto (1,50€ cadauno).
Felici e sazi ci avviamo verso casa: ritorneremo, oh si se ritorneremo! :)


Piazza del Comune 14, Montefalco, Italia
http://www.montefalcowines.com/
0742378558







19/09/12


La Carbonara di Danilo è da favola: considerata come una delle migliori 10 di Roma a mio avviso può tranquillamente entrare nella top 3. Cottura perfetta, condimento eccelso e cremoso, buona quantità. Insomma, da provare.
Il locale, tenuto in piedi dal Danilo di cui sopra, sua moglie e sua madre, sempre indaffarata ai fornelli, tra un baccalà alla romana e una parmigiana di melanzane (senza considerare poi le paste a mano che crea giornalmente, tra le quali gnocchi e tagliatelle), propone classica cucina romana di ottima qualità.
Oltre alla carbonara (un Must), da segnalare sono le alici fritte con mozzarella di bufala, la tartare di manzo e la cacio e pepe (mantecata di fronte a voi in una forma di Grancacio). Ma le proposte sono numerose e variano con la stagione e il mercato.


Chiuso Domenica e Lunedì.
Via Arquà Petrarca, 13  00185 Roma (vicino metro A, Vittorio Emanuele)
06 77200111

13/06/12

SanLorenzo non è di certo famosa per la sua offerta mangereccia.
Se volete, potrete trovare pizzerie, baretti, ristoranti decisamente easy, niente di trascendentale insomma.
A volte però ci si imbatte anche in piccole realtà come Salvi a SanLorenzo, un ristorante che unisce un gusto ricercato con un prezzo estremamente popolare. E sapete cosa? Ci riesce. E ci piace.
Scenario: interni carini e dehor con circa 15/20 posti in Via degli Equi.
Cena per due: un antipasto condiviso (ottimo souté di cozze con crostini), un primo (paccheri con ragù di spigola, pomodoro e olive taggiasche), un secondo (stinchi di maialino confit, purè di patate e tartufo e chips di pane), due dolci (una ottima sbriciolata di ciliegie e ricotta, più una millefoglie di chantilly e cioccolato, entrambe ottime), un ottimo Roero (17€), acque e due caffè. Spesa totale 63€.
Tralasciamo per un attimo ciò che si è mangiato (seppur maialino e sbriciolata erano ottimi): guardando il menù quello che si può notare è una certa ricercatezza nei piatti avvicinata da un prezzo estremamente popolare. Lo si nota soprattutto dai vini: prezzo massimo 25€, e qualità sempre molto alta (il nostro Roero da 17€ era ottimo).
Un indirizzo da salvare, provare e dove ritornare.
Squisito il servizio.

Salvi a San Lorenzo
Via degli Equi 56/58
Telefono: 06.44701060 - 340.1248776 - 339.1004611



07/04/12

© Andrea Di Lorenzo/Cibando.com
Da qualche tempo a questa parte, Roma sta diventando la capitale della pizza gourmet. Alle classiche capricciose, boscaiole e margherite, si preferiscono riduzioni di Porto, carbonare, bottarga e formaggi altolocati. Il palato se ne bea... il portafogli un po' di meno.
Fermentum è una pizzeria di questo genere: non economica, anche se molto più di Sforno, ma ottima in termini qualitativi e piacevole per ambiente e servizio.
Ci troviamo in Via Lemonia, dentro al Parco degli Acquedotti: qui, a partire da maggio, si riempie di tavolini all'aperto e profumi di pizza e arancini. Già solo questo dovrebbe portarvi a sceglierla: trovare una pizzeria d'estate a Roma che non sia un forno e che non si trovi con i tavolini in mezzo ad una strada non è semplicissimo. Trovarne una che fa anche la pizza buona ancora di meno.
Il menù ci propone tantissimi antipasti, tra i quali spiccano le crocchette di patate (tutte buone) e gli arancini (anche qui la scelta è difficile!). Valevole il supplì classico, così come i fiori di zucca e i filetti di baccalà anche se, tuttavia, ve li sconsiglio: se volete andare sul sicuro e provare qualcosa di ottimo scegliete arancini e crocchette, non ve ne pentirete. :)
Capitolo pizze: volete una margherita? C'è e costa 6 Euro. Volete qualcosa di più particolare? C'è ma arriva a costare fino a 16 Euro.  Ad esempio: MArgherita DOC (bufala, pelati stracciati, basilico come se piovesse, base stile napoletana) 12€; Focaccia DOC (croccantissima, mozzarella di bufala, pomodori stufati al timo e spinacino baby) 10€; Tartufo (altra focaccia croccante con stracciatella e tarfufo nero) 14€. Queste sono le mie preferite, la triade delle meraviglie. Le altre comunque non sono da meno: zucca e pancetta, ortolana, caponata, parmigiana (ottima anch'essa!)... la scelta è ampia e saporita.
Una piccola precisazione sull'impasto: realizzato utilizzando un lievito madre di 70 anni e 10 farine integrali differenti, è incredibilmente leggero e digeribile, uno dei pochi che non ti lascia con la sete notturna.
Le birre sono buone (Estaminet chiara come birra basica a 5€ la media) e la scelta è ampia: come al solito prezzi variabili ma qualità un gradino superiore alla media.
Consigliato? Si, assolutamente! Da quando l'ho scoperta non posso più farne a meno! :D

Chiusa il lunedì.

Fermentum
Via Lemonia 214
00174 Roma

tel 06/45481454

11/09/11

Pochi giorni fa mi giunge notizia: la piccola osteria Mithos si allarga e diventa bistrot, spostandosi di circa 50m dal suo luogo originario per insediarsi in uno spazio più grande. Che fare? Beh, bisogna provarla. Cena per 6 prenotata di domenica sera, il giorno dopo l'inaugurazione.
Arriviamo con molto entusiasmo, memori dei passati fasti, e ci sediamo ad un bel tavolo vicino ad una delle tante vetrate che danno sulla piazza di fronte (Piazza Scipione Ammirato). L'ambiente è decisamente cambiato: il locale ha preso una svolta più chic e ricercata, è più illuminato e più grande. Bisogna dirlo, è un posto piacevole anzi, davvero bellino.
Peccato che la qualità della cucina sia calata in maniera inversamente proporzionale all'ambiente.
Andiamo ad enumerare.
Due antipasti Mithos (12€ l'uno), buoni ma nulla di speciale. Due cartocci di moscardini allo zenzero (8€ l'uno), insipidi. Tre primi: una amatriciana (9€), normale; un Gran pacchero dell'ammiraglio (misto di molluschi e gamberetti, 15€), un po' deludente; una pasta di kamut con ricotta di bufala e crema di melanzane (12€), quasi senza sapore. Due secondi: due pollo alle spezie con riso basmati (9€ l'uno), saporito; un maccarello con indivia (12€), sovrapprezzato. In più due bottiglie di acqua nepi ed un litro di bianco della casa (nella media), più tre caffè.
Conclusione: spesa eccessiva per un'esperienza al di sotto della media. Speriamo che sia solo perchè hanno riaperto da poco. Per il momento mi sento di non consigliarlo. Mi dispiace, perchè io quei moscardini al sugo ancora me li ricordo.

29/05/09

Caratterizzato da un'ambiente palombar-marinesco-cartografico che sfiora il kitsch (senza però mai raggiungerlo veramente), in Via Marghera a due passi dalla fermata metro De Angeli, il ristorante "La Bonaccia" è un'ottima scelta per coloro che vorranno concedersi di una cena a base di pesce a Milano.
Il menu propone una buona quantità di piatti, vari e dall'aspetto allettante, mentre la carta dei vini lascia un po' a desiderare in fatto di scelta.
Nell'occasione abbiamo provato la Scottata di ricciola con carciofi (sottili fette di ricciola con sopra carciofi stufati a cui abbiamo aggiunto un pizzico di pepe che ne ha esaltato ancor di più il sapore), l'Orata mediterranea su crosta di patate e una grigliata mista (tonno, spada, coda di rospo, calamaro e scampi). Ottima è risultata soprattutto la scottata, dal sapore ricco ma delicato, ma anche l'orata e la grigliata si sono dimostrate all'altezza, soprattutto per quel che riguarda la quantità delle porzioni. A questi piatti è stata affincata una Falanghina (Falangò).
Il conto finale si è attestato sui 30 Euro a persona (tre secondi, 1 contorno, 1 acqua, 1 vino): non molto economico ma, almeno per la scottata, vale la pena.


Milano - Via Marghera, 22
Tel. +39.02.49.84.676
Non effettua turno di riposo - Aperto tutto Agosto